Il
patrimonio, specialmente quello archeologico, è
condizionato dalle valenze storiche, culturali e
simboliche caratteristiche del contesto, e tali valenze
non sono dappertutto le stesse. Per conseguenza ogni
nazione ha una sua particolare impronta
nellapproccio ai propri beni culturali.
Nella stessa Europa, la gestione dei beni archeologici
muta profondamente da una nazione allaltra. Le
differenze poi, sono ancora maggiori quando ci si rivolge
a siti archeologici ubicati nel territorio urbano,
poiché qui gli orientamenti sulle possibili prospettive
del contesto sono caratterizzati da unancor
maggiore complessità e varietà, e le stesse soluzioni
appaiono talvolta di difficile formulazione, in contrasto
con altri insopprimibili bisogni.
Questo libro costituisce un primo approccio sistematico
alla geografia degli interventi. È stato
condotto in Inghilterra, Belgio, Lussemburgo, Germania e
Austria: dimostra tutti i vantaggi della musealizzazione
in situ che rinuncia alla dislocazione dei reperti e
suggerisce come lo studio delle soluzioni interne
costituisca un elemento caratterizzante della
reintegrazione stessa delle preesistenze archeologiche,
allombra del problema principe, ossia il rapporto
interpretazione/presentazione.
Altre indagini seguiranno, su altre realtà europee,
documentando, così, un generale risveglio di attenzione
ed il tentativo di ogni paese di portare avanti le
proprie ricerche progettuali con una varietà di approcci
che costituisce la sicura premessa ad un godimento totale
e non univoco del passato.
[dalla IV di
copertina]
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