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Exporre n 61 - Speciale allegato

Afghanistan: la memoria ritrovata
Tesori dal Museo di Kabul

Exoprre - Trimestrale di cultura intorno all'exhibition design - dedica un allegato speciale alla mostra evento dedicata all'architetto Andrea Bruno e al Suo quarantennale lavoro nel Paese degli aquiloni.



Afghanistan
i tesori ritrovati

Le collezioni del museo nazionale di Kabul
Dal 25 maggio al 23 settembre 2007 (prorogata fino al 18 novembre 2007)
al Museo di Antichità di Torino
unica tappa italiana della mostra

Torino, 20 aprile 2007 –  Arriva a Torino una esposizione di capolavori che rappresentano un patrimonio dell’umanità e che sono esposti per la prima volta al mondo occidentale.
Al grande fascino di queste opere si aggiunge l’interesse per le incredibili vicende che hanno subito. Per lungo tempo infatti si è creduto che questi oggetti fossero stati perduti per sempre e che il loro destino fosse quello di seguire la sorte delle sculture dei Budda di Bamiyan. Essi erano invece stati asportati dal Museo Nazionale di Kabul già fin dal 1989 per essere messi al riparo durante la guerre civili. Una parte importante di questi tesori furono nascosti nelle casseforti della Banca Centrale di Kabul a rischio della vita dei pochi generosi studiosi e amministratori pubblici afghani che non rivelarono mai il segreto, fino al 2004 quando la situazione politica permise che le casseforti venissero aperte in sicurezza. I reperti finalmente hanno potuto essere “ritrovati” e, grazie ad un intervento congiunto franco-afghano e a contributi internazionali, restaurati e riportati al loro primitivo splendore.
Oggi Torino è l’unica tappa italiana della mostra che ha preso l’avvio il 6 dicembre 2006 al Museo delle Arti Asiatiche Guimet di Parigi e che proseguirà in altre città europee e americane.
I partner europei coinvolti con la Fondazione per l’Arte in questo evento hanno altresì definito un comune impegno a favore dei necessari interventi di restauro del Museo di Kabul.
L’arrivo a Torino della mostra era già stato annunciato, come suggello culturale della cooperazione italo-afghana - dal Ministro Massimo D´Alema nel suo intervento alla tavola rotonda “Afghanistan - Democrazia, giustizia e sviluppo: il ruolo delle donne” tenutosi venerdì 16 febbraio 2007 alla Farnesina, alla presenza del Presidente afghano Hamid Karzai.
Torino vanta un precedente illustre con l’Afghanistan: infatti già nel 1961 ebbe a ospitare presso la Galleria d’Arte Moderna la grande mostra “L’Afghanistan dalla Preistoria all’Islam”.
L’onere organizzativo della mostra di Torino è interamente sostenuto dalla Fondazione per l’Arte della Compagnia di San Paolo - ente strumentale della fondazione ex bancaria Compagnia di San Paolo – che ha come scopo statutario la salvaguardia, l’arricchimento e la valorizzazione del patrimonio artistico e la diffusione dell’interesse per l’arte. Collaborano alla realizzazione della mostra la Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del Piemonte, l’Associazione Torino Città Capitale Europea e l’Associazione Giovanni Secco Suardo. La mostra è posta l’Alto Patronato della Presidenza della Repubblica e ha ottenuto il patrocinio dei Ministeri per gli Affari Esteri e per i Beni e le Attività Culturali, nonché del Comune di Torino, della Provincia di Torino e della Regione Piemonte. Un ringraziamento va anche alla Reale Mutua Assicurazioni. “L’intento della Fondazione – spiega il Presidente della Fondazione per l’Arte Carlo Callieri – è innanzitutto quello di contribuire a valorizzare e a diffondere la conoscenza dell’arte e della cultura. Questa mostra è un chiaro esempio di come nell’antichità il mondo fosse integrato almeno quanto oggi, in epoca di globalizzazione. L’arte rappresentata coglie non solo l'evoluzione storica dell'Afghanistan, dall'età del Bronzo all'impero dei Kouchan, fino al II secolo dopo Cristo, ma anche un mondo aperto dove le idee viaggiavano, dove la bellezza faceva parte della vita terrena e di quella dell’aldilà, un mondo grande quanto l’Eurasia intiera che vedeva l’Afghanistan dialogare con il Chersoneso, il Bosforo e la Cina, Alessandria e il sub continente indiano.”
“In questo caso -  prosegue Callieri - vi è anche il proposito di proseguire in una ampia operazione di rilancio di Torino come città in grado di organizzare e sostenere eventi culturali di rilevanza internazionale. La mostra, infatti, fornirà anche l’opportunità di proporre al pubblico una nuova fruibilità dell’area archeologica antistante al Museo di Antichità di Torino ed in particolare del teatro romano.”

[Testo estratto dal sito ufficiale della mostra
www.fondazionearte.it/afghanistan/index.php?sz=press
]